Cosa ci raccontano veramente i dati?

La nuova mappa elaborata da Visual Capitalist sui dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale circa il Pil pro capite relativo al 2020 ci aiuta a visualizzare la ricchezza dei Paesi.

Ma ci basta questa misura, questi dati, per comprendere davvero come stanno le cose?

Spoiler: no!

Dati alla mano, ci sembra che tutto sia sempre chiaro e cristallino, ma non è così. Affiancare ai dati una lettura critica, una capacità interpretativa di quello che ci raccontano ed anche (e soprattutto) di quello che non ci raccontano è cruciale per poter navigare questo mare.

Come ci possiamo districare? Lo scopriamo insieme guardando ai dati sulla ricchezza dei Paesi!

Il PIL oggi: una fotografia

Questa immagine ci offre delle informazioni circa lo stato della ricchezza (nominale) dei paesi e territori del Mondo nel 2021. I paesi più scuri sono quelli che hanno un PIL pro capite più basso e via via che il colore diventa più chiaro, il paese diventa più ricco.

Il PIL pro-capite italiano, secondo questi dati, è di oltre 35 mila dollari per persona.

Ma questo davvero che significa?

Beh, si tratta di un valore medio, alcune persone in Italia hanno un reddito più alto, altre lo avranno più basso di questo.

La misura del PIL pro-capite infatti non tiene conto della distribuzione della ricchezza all’interno dei Paesi. Abbiamo appreso un dato medio, ma non sappiamo chi, quale gruppo, sta al di sopra di questo reddito e chi invece può beneficiare di una ricchezza inferiore.

E allora da questa info-grafica cosa possiamo scoprire? 

Possiamo vedere che mediamente i Paesi appartenenti al Sud Globale sono più scuri, e registrano quindi un livello medio di ricchezza ben più basso rispetto ai Paesi del Nord del mondo.

Il Paese più ricco è il Lussemburgo (che si è confermato tale anche nel 2019) mentre il più povero è il Burundi con un PIL pro capite di 267 dollari.

E rispetto al passato?

Quello che questa mappa non ci racconta invece è come è cambiato la stato della ricchezza rispetto al passato. Non sappiamo nulla, a partire da qui, infatti del PIL pro-capite italiano prima della pandemia, ad esempio.

Per questo è necessario rintracciare altri dati, fonti e studi che ci forniscono un confronto.

Rintracciando quindi un discorso del Governatore della Banca d’Italia, Visco, tenuto a Settembre 2020, sappiamo che il nostro PIL è tornato ai livelli di inizio 1993, e che è necessario ripensare una crescita che sia sostenibile.

Qualche regola:

Speriamo che questo esempio sia stato utile e ci lasciamo con qualche suggerimento per leggere, capire ed interpretare in maniera critica tutti i dati che leggeremo sotto l’ombrellone.

  • Controllare sempre la fonte e domandarsi se è affidabile e aggiornata,
  • Farsi delle domande sull’argomento trattato e del significato dietro ai numeri ed alle percentuali,
  • Come si può essere sicuri di aver interpretato bene i dati? Beh, possiamo sempre fare ulteriori ricerche!

Vi auguriamo una buona lettura dei dati!

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Redazione 28 Luglio 2021 0 Comments