Industria 4.0: gli incentivi fiscali e il supporto di Iws Consulting ai propri clienti

Industria 4.0 (I4.0) ovvero la Quarta Rivoluzione Industriale che vede protagonista l’organizzazione dei processi delle aziende basati sulle ultime tecnologie e su dispositivi in grado di comunicare autonomamente tra di loro.

 

Il piano nazionale Industria 4.0 presentato il 21 settembre 2016, ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti verso tecnologie e beni, aumentare la spesa in Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Formazione.

 

Erano stati previsti incentivi fiscali per 13 miliardi di euro distribuiti in 7 anni dal 2018 al 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti.

 

Iws Consulting ti da consulenza per scegliere il miglior modo di innovare i tuoi flussi di lavoro usufruendo degli incentivi messi a disposizione dal Governo.

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Redazione 30 Gennaio 2018 0 Comments

Iws e il Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione aprono i tavoli di lavoro su Big Data e Data Lake

Iws nella persona del General Manager Andrea Capitani si fa promotore presso il CDTI – Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione, dell’apertura di un gruppo di lavoro sul tema #BigData e #DataLake e quindi dell’organizzazione di alcuni appuntamenti con cadenza mensile. Lo scopo è fare chiarezza su tematiche, definizioni e tecnologie per ottenere una serie di best practice riconosciute e condivise su usi, metodologie e soprattutto linee guida. Il primo appuntamento al quale vi invitiamo è per il prossimo 18 gennaio.

 

L’agenda che il tavolo seguirà sarà la seguente:

 

  1. Complessità e proposte reali per creare, gestire e manutenere un Enterprise Data Lake
  2. Limiti delle tecnologie a scalabilità verticale, ricerca di nuove tecnologie dati
  3. Hadoop e tecnologie di interrogazione dati correlate
  4. Capire il contenuto di un Data Lake ed il problema della preparazione efficace dei dati per le analisi successive
  5. Il modello analitico, un percorso comune in crescita per le aziende
  6.  Architetture avanzate per l’IOT

 

Chi volesse partecipare per dare contributi nel tavolo di studio è ben accetto, ed è pregato di comunicare la sua adesione direttamente ad Andrea Capitani (a.capitani@cdti.org) ed in copia alla segreteria (segreteria@cdti.org)

 

La prima riunione del G.d.L. sarà il 18 gennaio dalle 17 alle 19 presso la sede del CDTI di Roma.

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Redazione 10 Gennaio 2018 0 Comments

Iws Consulting organizza il primo talkshow su Oracle Management Cloud

Il prossimo 5 dicembre 2017 Iws Consulting in collaborazione con Oracle, realizzerà il primo talkshow dedicato al tema della gestione dei dati On Cloud e per conoscere Oracle Management Cloud.

L’evento è rivolto a CIO di importanti aziende italiane ed internazionali. Un evento unico, con ospiti e demo interattive gratuite, riservato solo a pochi partecipanti!

 

Oracle Management Cloud (OMC) è una suite di servizi cloud integrati che ottimizzano il monitoraggio, la gestione e l’analisi di nuova generazione sfruttando il machine learning e i big data analytics, contro l’ampia gamma di dati gestiti ancora manualmente con molta fatica. La piattaforma Unified OMC aiuta i responsabili IT a migliorare la stabilità dell’intero asset, impedendo le interruzioni di funzionamento delle applicazioni, aumentando il livello di agilità di DevOps e infine rendendo più stabile il livello di sicurezza nell’intero portafoglio di applicazioni e infrastrutture.

Programma: 
Start ore 15.00 – Introduzione di:

  • Giovanna Sangiorgi (Oracle Direct, EMEA Vice President)

 

Inizio Talkshow ore 15.30 – con la partecipazione di:

  • Andrea Capitani (DG IWS Consulting)
  • Simone Nulchis (IT Director IWS Consulting)
  • Vincenzo Bassi (Oracle Management Cloud and Manageability Solutions)

Modera il giornalista Gianluca Dotti (Wired Italia)

Ore 18.00 Aperitivo

 

Per ulteriori informazioni scrivi a: a.tassone@iwsconsulting.it

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Redazione 14 Novembre 2017 0 Comments

Iws Consulting a Smau Ict 2017 per AbleTech-Arxivar

Vi riproponiamo un abstract dell’intervento di Angela Tassone, Responsabile Marketing & Comunicazione di Iws Consulting, allo Smau Ict di Milano presso lo stand di AbleTech Arxivar.

 

“Avete mai pensato che la fotografia sta nell’occhio del fotografo e non solo nella macchina fotografica? Avete mai pensato che la medicina è fatta dalla mente che guida la mano del medico? Avete mai pensato che la bontà di un dolce deriva dalla sapienza del pasticciere nel dosare gli ingredienti e non solo dal forno che usa?

 

Ecco nel campo dell’informatica oggi credo che a fare la differenza sia il dosaggio giusto tra la tecnologia utilizzata, la mente che sta dietro ai processi e quindi la capacità consulenziale degli esperti al quale ci si rivolge.

 

Iws Consulting nel 2013 nasce come System Integrator, per arrivare alla sua evoluzione di oggi nel quale cerca di coprire i maggiori campi della trasformazione digitale che sta attraversando il nostro Paese.

 

Oggi sono qui per presentarvi il Cfs- Content Flow Service by Arxivar: un innovativo framework multidimensionale, multitecnologico e dinamico nato grazie alla natura di System Integrator di Iws nonché alle capacità di sviluppo associate al prodotto Arxivar realizzato da Abletech che già si fa apprezzare in vari settori e in diverse aree. E’ l’evoluzione di Tecnologia e Business.

 

L’evoluzione della “Gestione della corrispondenza” integrata all’analisi dei processi. Non meno importante all’interno del framework il Records Management Layer: anello di congiunzione che si innesta in tutti gli interventi e progetti che riguardano il sistema documentale, configurandosi come un prodotto modulare a sé stante. Il CFS rappresenta lo strato semantico evolutivo, metodologico ed aggiornato all’ultima normativa. Non è un documentale è framework di analisi metadati, dati e processi documentali.

 

Il caso di successo che ci vede protagonisti è quello dedicato ad una importante azienda del settore building internazionale, che aveva necessità di adattare flussi di approvvigionamento su più cantieri, ordini d’integrazione con il gestionale, il tutto attraverso un protocollo informatico che non diventasse lui stesso il fulcro del sistema ed un contenitore documentale, ma fosse visto come un processo in grado di adattarsi alle diverse situazioni merceologiche.

Con Cfs siamo riusciti ad adattare un modulo del nostro record management Layer alle esigenze sopra descritte interfacciandosi con la nostra analisi allo strato Arxivar Next potendo considerare l’integrazione con i sistemi alimentanti e riceventi un di cui dell’intero sistema. Adesso siamo già proiettati a delle idee di sviluppo di Arxivar Next”.

Milano, Smau, 25/10/2017

 

 

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Redazione 26 Ottobre 2017 0 Comments

Data Wrangling: le sei attività principali secondo Trifacta

Data Wrangling: le sei attività principali secondo Trifacta

Il nostro Partner Trifacta, leader mondiale per le soluzioni di Data Wrangling, sfrutta decenni di ricerca innovativa nella human-computer interaction, nella gestione della scalabilità dei dati e nel machine learning per rendere la preparazione dei propri dati veloce ed intuitiva. In tutto il mondo migliaia di utenti utilizzano la soluzione Trifacta.

Vi proponiamo un e-book in cui vengono descritti i 6 step fondamentali del Data Wrangling per migliorare la riorganizzazione dei dati e ridurre i tempi di circa il 70% rispetto ai vecchi metodi. Per molti Excel è ancora lo strumento di analisi prediletto, ma per quanto possa essere utile, non può gestire la mole di dati che oggi produciamo e sul quale si basa il nostro Business. Oggi gli strumenti devono essere automatici, devono limitare “l’errore umano”, standardizzare i processi e quindi aumentare la produttività.

Buona Lettura!

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Redazione 4 Ottobre 2017 0 Comments

RapportoCoop2017: quanta tecnologia nei consumi degli italiani

Pubblicato oggi il consueto Rapporto Coop 2017 che fotografa i cambiamenti nelle scelte di acquisto degli italiani. Abitudini e nuovi usi sotto la lente di ingrandimento che evidenzia quanto ancora siamo condizionati dalla crisi economica e quanto si stia faticando per venirne fuori.

 

L’indagine ha dovuto necessariamente dare spazio al tema della tecnologia e ai nuovi strumenti dati dal web, che quotidianamente influiscono sullo scorrere della nostra esistenza. E se negli anni ’50 gli italiani aumentavano il loro livello culturale grazie alla televisione, nel 3° millennio lo fanno con i Social Network. Il nostro Paese si colloca in testa alla graduatoria per utilizzo (circa il 70% della popolazione accede quotidianamente alle piattaforma principali, più degli omologhi spagnoli, tedeschi e francesi). Per oltre la metà degli individui è preferibile affidare il proprio saluto a Facebook, Whatsapp o Instagram piuttosto che farlo a voce. Dunque diventati ormai avvezzi al World Wild Web sono in trepidante attesa dell’Internet of Things e altre innovazioni  tecnologiche capaci di aiutarli e addirittura evitargli attività come la guida di un automobile, piuttosto che la preparazione di una cena.

 

Il dibattito circa la diffusione su larga scala dell’intelligenza artificiale ha conosciuto un forte inasprimento dei toni nel corso degli ultimi mesi: da una parte i paladini della tecnologia a tutti i costi, affascinati da una forma di rapporto uomo-macchina più paritaria, dall’altra gli scettici, preoccupati per la possibile spersonalizzazione del lavoro e soprattutto per le conseguenze che l’industria 4.0 potrebbe determinare sull’occupazione. Indifferente alla recessione che ha colpito tutte le aree della spesa delle famiglie ed al ripensamento degli stili di vita che ha intaccato le modalità tradizionali del consumo individuale, il mercato del digitale prosegue la sua corsa inarrestabile superando quota 66 miliardi di euro annui di giro d’affari.

 

Ultimo aspetto che ci interessa evidenziare è l’utilizzo massiccio di smartphone, che è anche il device più acquistato. Lo smartphone tende a fagocitare gli altri settori, come conferma il calo che ha interessato tablet (-7%), computer fissi (-9%) e laptop (-2%): insieme ad un allungamento della vita media di pc e tablet, giova sottolineare che lo smartphone è in grado di offrire buona parte delle funzionalità di base di un computer, con il vantaggio della mobilità (e-mail, navigazione su internet, note ed appunti sempre a portata di mano). Lo smartphone viene usato principalmente per inviare email (78%), per la visione di video (70%), per la connessione ai social network (60%); di meno per l’internet banking (42%) e la prenotazione di viaggi (40%). Il dato più eclatante ha a che vedere con la quota di persone che lo usano per effettuare le chiamate, solo il 34%.

Fonte: https://www.italiani.coop/rapporto-coop-2017-anteprima-digitale/

 

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Redazione 7 Settembre 2017 0 Comments

Nutanix Calm: provisioning e automazione degli ambienti cloud

Nutanix è nostro partner tecnologico ormai da un anno. Seguiamo attentamente le evoluzioni per poter consigliare le soluzioni Nutanix ai nostri clienti quando rispondano alle loro esigenze. E’ proprio in questa ottica che la società di San Jose ha attuato delle importanti collaborazioni, come quella con Google annunciata qualche settimana fa.

 

L’ambizione di Nutanix è quella di consentire “un nuovo approccio ai servizi cloud”, e in particolare al disaster recovery e agli strumenti di provisioning delle risorse. Dunque consentire ai clienti un “Hybrid Management” delle proprie risorse, che significa non soltanto mix infrastrutturale di server ospitati on-premise e affittati nel cloud, ma una gestione unificata dei due mondi. Quello che Nutanix chiama “sistema operativo cloud” permetterà di configurare e orchestrare allo stesso modo le risorse proprietarie e quelle “as a Service”.

 

“La filosofia dell’automazione è ubiquitaria all’interno della piattaforma Nutanix, l’integrazione della piattaforma Calm (precedentemente “calm.io”) estende ulteriormente le capacità di orchestrazione del deploy di applicazioni, rendendo possibile il “1 click deploy” tanto on-prem quanto sulle piattaforme dei principali cloud providers – ci spiega Simone Nulchis, Direttore It di IWS Consulting – Calm permette la creazione di una “blueprint” dell’intera applicazione (VM, configurazioni, rete, dipendenze, sicurezza, etc.) e dei workflow di configurazione così da rendere possibile il deploy in maniera completamente automatica. Altro aspetto di particolare interesse è la completa trasparenza con cui Calm si interfaccia sia alla piattaforma Nutanix che ai principali cloud providers, rendendo possibile una vera estensione della piattaforma on-prem su cloud pubblico là dove opportuno e conveniente. Un altro strumento di grande valore della piattaforma Calm è dato dai tools per il controllo e la previsione dei costi dei workflow istanziati sul cloud”.

 

Con la disponibilità della piattaforma Calm, Nutanix prosegue nella strategia di creare un nuovo mercato di Enterprise Cloud, con il quale è già possibile gestire il proprio datacenter con l’efficienza e l’automazione dei servizi cloud, nonché sfruttare i servizi pubblici là dove sono realmente vantaggiosi: picchi di attività, carichi molto variabili, disponibilità immediata di capacità, prossimità e capacità.

 

GUARDA IL VIDEO DIMOSTRATIVO:

 

 

 

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Redazione 19 Luglio 2017 0 Comments

L’evoluzione del Records Manager: dall’archivistica all’informatica

La figura del Records Manager esiste da sempre in quanto connaturata all’esigenza di ogni società di trasmettere memoria nel tempo e nello spazio di fatti o atti più o meno giuridicamente rilevanti, assicurando loro l’opportuna evidenza documentale.

Ma il Records Manager in accezione moderna chi è e di cosa si occupa?

 

Ha risposto alle nostre domande la Dott.ssa Francesca Blasetti, che ricopre il ruolo di Records Manager nella AB-Archivibiblioteche, società da sempre attenta all’evoluzione dell’approccio alla gestione documentale e partner di Iws sui progetti di Document Management.

 

Quando nasce storicamente la figura del Records Manager e quante evoluzioni ha subito nel corso del tempo in riferimento al mercato italiano?

 

Questa professione è una evoluzione della tradizionale figura dell’“archivista”, termine che richiama il ruolo che svolgevano gli addetti alle cancellerie degli Stati d’ancien régime o le figure dei notai, detentori della fides pubblica, cui nel medioevo e nella prima età moderna molte istituzioni avevano affidato la gestione e tenuta del proprio archivum. Pensiamo poi all’età napoleonica alla quale si deve la diffusione di strumenti tuttora usati per l’organizzazione dei moderni sistemi documentali, quali il registro di protocollo e il titolario di classificazione.

 

A partire dalla seconda metà del ‘900 la figura dell’archivista, almeno in Italia, ha subito un progressivo ridimensionamento in termini di valore socio-culturale e attenzione legislativa. Innanzitutto l’archivista è stato sempre più relegato alla gestione della fase storica degli archivi, associato unicamente a una funzione storico-culturale. Ne è derivata una totale disattenzione per la fase corrente del patrimonio documentario degli enti, all’interno dei quali spesso gli archivi sono divenuti luoghi dove relegare personale privo di una preparazione specifica.

 

Solamente a partire dalla fine degli anni ‘90, grazie al diffondersi all’interno degli enti pubblici e privati delle tecnologie informatiche per la produzione e gestione dei documenti, l’archivista ha cominciato a recuperare il ruolo cruciale che effettivamente gli spetta: dapprima solo sulla carta, mediante l’emanazione di norme, prima fra tutte il TU sulla documentazione amministrativa (DPR n. 445/2000), che rendevano obbligatorio per gli enti pubblici l’affidamento del sistema per la gestione informatica dei documenti a una figura dotata di idonea professionalità tecnico archivistica, successivamente anche nei fatti. Infatti, una volta sperimentato sul campo che l’informatica da sola non basta a risolvere tutte le problematiche legate alla formazione, gestione e conservazione dei documenti nativi digitali o digitalizzati, l’archivista è tornato ad essere una figura di riferimento per la progettazione di sistemi documentali efficienti e sicuri, l’archivista si è trasformato in Records Manager.

 

Nella digital transformation di cui tutti ora parlano che ruolo occupa questa figura?

 

Occupa un ruolo cruciale nella misura in cui si è consapevoli che la digital transformation non consiste solamente in un adeguamento tecnologico, ma anche e soprattutto in una semplificazione dei processi che vi sono sottesi e che devono continuare ad essere opportunamente documentati. Il Records Manager è quella figura specialistica che deve essere necessariamente coinvolta nella riorganizzazione dei processi aziendali, in quanto capace di analizzare e ripensare la ricaduta documentale di tali processi, assicurando la disponibilità nel tempo di documenti affidabili e il recupero efficiente e funzionale della completezza informativa di ogni processo.

 

Da quanto tempo ricopri questo ruolo e che preparazione hai dovuto affrontare?

 

Sono quasi 10 anni che svolgo per la mia azienda questo ruolo. Dopo la laurea ho frequentato la scuola di specializzazione di durata biennale in archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma. Negli anni ho frequentato diversi corsi di formazione e aggiornamento universitari su tematiche specifiche legate alla gestione documentale. Fondamentale poi la formazione continua, che nella mia azienda è costantemente stimolata.

 

Quale è stato il progetto più entusiasmante al quale hai partecipato?

 

Non sono in grado di individuare un progetto più entusiasmante di altri. Ogni progetto è diverso dall’altro non solo per le finalità, ma anche per i differenti contesti in cui di volta in volta ci si trova ad operare: da progetti pluriennali volti alla dematerializzazione di intere serie documentali e dei relativi processi, a interventi di consulenza per la ridefinizione del workflow documentale di procedimenti amministrativi complessi; dalla definizione dell’intero corpus procedurale a governo del sistema documentale alla redazione di strumenti che fissano i tempi di conservazione della documentazione prodotta da un ente. E’ proprio questo uno degli aspetti più belli della mia professione: non è routinaria, non ci si annoia mai!

 

Quale è l’aspetto più importante che lega il record management all’informatica?

 

Credo che l’aspetto più importante sia l’apporto fornito al fine di assicurare la conservazione dei documenti digitali, la long term preservation, che è ad oggi uno degli aspetti più complessi e insidiosi dei sistemi documentali informatici, soprattutto se si comprende come la conservazione non consista in una banale, per quanto complessa, manutenzione di file. La conservazione di documenti amministrativi informatici, infatti, comporta la conservazione di tutte quelle informazioni sui documenti (metadati) in grado di restituire la complessità del loro contenuto informativo, derivante in primis dall’esplicitazione del contesto giuridico-procedimentale di produzione, a garanzia dell’autenticità dei documenti stessi.

 

 

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Redazione 4 Luglio 2017 0 Comments

Presentato il nuovo Lenovo a schermo flessibile

Nell’epoca in cui lo smartphone la fa da padrone come device più utilizzato, per la sua facile fruibilità e portabilità, anche il settore dell’infomatica cerca di trovare delle soluzioni congeniali per agevolare l’utilizzo dei notebook.

E’ l’esempio di Lenovo che aveva già presentato un dispositivo avveniristico che sembrava irrealizzabile (Yoga Book) e adesso ci riprova con il concept mostrato durante l’evento a New York e che potrebbe diventare realtà nei prossimi anni. Il notebook proposto dall’azienda cinese prevederebbe l’utilizzo di “materiali avanzati” per il telaio e “nuove tecnologie per lo schermo”. Quest’ultimo è flessibile e può essere piegato “a portafoglio”, ma non c’è nessuna cerniera.

 

Si è parlato di uno schermo “avvolgibile” e anche di comandi vocali, penne capacitive e schermo touch. Le maggiori perplessità restano quelle intorna alle batterie e suelle possibilità di raffreddamento dei componenti. Lo spessore del laptop mostrato lascia poco spazio per i gli impianti di carica e raffreddamento utilizzati fino ad ora. Ad onor del vero c’erano le stesse perplessità con  i modelli Yoga, la cui modularità era impensabile solo qualche anno fa, quindi tutto lascia ben sperare ad un nuovo caso di successo per la Lenovo. 

 

Iws Consulting è Business Partner 2017 – per qualsiasi informazione scrivi a info@iwsconsulting.it

 

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Redazione 22 Giugno 2017 0 Comments

Osservatorio Competenze Digitali 2017: focus sui dati delle imprese.

Iws Consulting, come socio Assintel,ci ha tenuto a partecipare all’evento “Osservatorio Competenze Digitali 2017” tenutosi ieri 6 giugno 2017 a Roma per ascoltare gli interessanti interventi per trovare nuovi spunti di riflessione e per migliorare il proprio approccio al mercato.

 

Abbiamo potuto conoscere il lavoro delle maggiori associazioni dell’ICT, insieme all’Agenzia per l’Italia Digitale e al Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca che hanno dato continuità ad un progetto unitario, che pone al centro dell’attenzione il tema della Cultura Digitale e il suo ruolo nel sistema formativo ed imprenditoriale italiano.

In Italia sta iniziando ad aumentare la consapevolezza sull’importanza delle competenze digitali come fattore strategico per la competitività del nostro sistema socio-economico, ma ancora troppo poco, così come poco diffusi sono le abilità specifiche all’interno delle aziende, nelle pubbliche amministrazioni, nei cittadini.

 

 

Siamo un Paese con una forte spinta all’economia digitale ma che fa  tica a crearsi le competenze necessarie a supportarla: manca una strategia di lungo periodo che coinvolga aziende e sistema formativo, manca una visione d’insieme che coordini i percorsi della Trasformazione Digitale, mancano risorse per rendere la PA adeguata al cambiamento. È quanto emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, condotto dalle principali associazioni ICT AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso da MIUR e AgID.

 

La Domanda di professioni ICT è in costante aumento: questo il dato positivo che emerge dai 175.000 annunci di lavoro su web analizzati nell’ultimo triennio, 60.000 quelli nel solo 2016. Ogni anno la richiesta di professioni ICT cresce mediamente del 26%, con picchi del 90% per le nuove professioni legate alla Trasformazione Digitale come i Business Analyst e i gli specialisti dei Big Data, a sottolineare l’evoluzione verso l’azienda “data driven”.

Cresce complessivamente del 56% la richiesta delle nuove professioni digitali: specialisti in Cloud, Cyber Security, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics, Cognitive & Artificial Intelligence. C’è decisamente più richiesta nel Nord ovest, in cui si concentra il 48% della Domanda.

 

Rispetto invece alle professioni “classiche” dell’ICT, tiene la richiesta di Analisti Programmatori, in costante crescita (+24% lo scorso anno): stiamo parlando di ben 80.000 annunci di lavoro nel triennio 2013-2016. Sono 27.000 gli annunci relativi a posizioni di System Analyst (+30% nell’utlimo anno) e 13.000 quelli per il Digital Media Specialist, con un picco del +60% per il Web Developer.

 

Il lavoro c’è, ma molte posizioni restano scoperte. La stima è che nel triennio 2016-2018 si potrebbero creare 85.000 nuovi posti di lavoro che richiedono specializzazione in ICT, a fronte di un’occupazione complessiva che potrebbe salire da qui al 2018 del 3,5% annuo e raggiungere le 624.000 unità.

Di questi 85.000 nuovi posti di lavoro creati, fino a circa 28.000 sono riferibili al 2016, come riscontrato nelle web vacancies per le posizioni fino a due anni di esperienza. Per queste posizioni il mercato richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati, ma il nostro sistema formativo propone troppi diplomati (8.400 in eccesso) e troppo pochi laureati in percorsi ICT (deficit di 4.400).

Nelle aziende utenti, i profili comuni più critici da reperire sono il Responsabile Sistemi Informativi, l’ICT Security Manager e il Project Manager.

 

Se faccciamo ipotesi sulle professioni del futuro, lo scenario cambia. Le nuove professioni si chiameranno Change Manager, Agile Coach, Technology Innovation Manager, Chief Digital Officer, IT Process & Tools Architect e saranno costituite da un mix più articolato di competenze, per governare strategicamente i cambiamenti imposti dalle aree Big Data, Cloud, Mobile, Social, IoT e Security. Saranno soprattutto figure fatte da un impasto di skill tecnologiche, manageriali e soft skills quali leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento.

 

Fonte: Assinform 

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Redazione 7 Giugno 2017 0 Comments